IL MIO PRIMO ROMANZO

IL MIO PRIMO ROMANZO
Nina vive di sogni che,puntualmente, vengono infranti. Si sente come se si fosse svegliata un giorno scoprendo di avere trent'anni. Che fine hanno fatto tutti i progetti, le speranze, l'entusiasmo? Che ne è stato dei vecchi amici? Dei primi amori? Della spensieratezza? Intraprenderà un viaggio dentro di sé, affrontando situazioni comiche e paradossali, talmente drammatiche da poterci ridere su, ma,alla fine, a suon di cuori spezzati e speranze disattese, troverà quel "tassello mancante" che darà un senso alla sua vita. Una scrittura semplice,fluida e senza fronzoli, in ogni pagina c'è un'emozione nuova: si ride e si piange, con la stessa intensità, fino al colpo di scena finale. Un'analisi cruda, ma, allo stesso tempo, ironica, della situazione in cui versa la maggior parte dei giovani adulti, con le proprie contraddizioni, i conflitti, la mancanza di punti di riferimento e di certezze, ma,soprattutto, con un'inesauribile fiducia, in un futuro migliore.

E per saperne di più ecco il mio sito:






venerdì 12 febbraio 2010

LA DURA VITA DEGLI ASPIRANTI SCRITTORI

CONSIGLI PRATICI SULL'USO DEL PROPRIO TALENTO


Com'è difficile avere un sogno nel cassetto di questi tempi, soprattutto se tale sogno corrisponde a diventare uno scrittore. Il mondo dell'editoria è pieno di lupi famelici che non vedono l'ora di sbranare le nostre speranze riducendole ad un'illusione che lascia l'amaro in bocca.
I grandi nomi non si degnano neanche di leggere le opere degli esordienti e, a tale proposito, mi sorge spontanea la domanda: "Come fa uno ad iniziare se danno spazio soltanto a nomi conosciuti che garantiscono un incasso?" L'alternativa è rivolgersi a piccole case editrici che, per così dire, si autofinanziano, o meglio si finanziano grazie al contributo di poveri sprovveduti che, dopo essersi viste chiudere tante porte in faccia, cedono alle lusinghe di questi editori improvvisati che campano grazie alle loro aspirazioni. Spesso lo specchietto per le allodole è costituito da un fantomatico "concorso letterario" a cui tutti possono partecipare e che premierà soltanto i più meritevoli con un' "interessante proposta editoriale". Potete star pur sicuri che il libro prescelto sarà il vostro, ma se avrete modo di contattare tutti gli altri partecipanti, scoprirete che, fanno anche loro parte degli eletti. L'annuncio vi verrà fatto nell'arco di uno/tre mesi, contro l'anno che si prendono le Case Editrici, quelle vere, quelle che meritano di essere scritte in maiuscolo. Quelle fantomatiche, create ad hoc per gli scrittori emergenti, non hanno nulla da perdere, perché, sia che vi propongano di acquistare un minimo di copie, sia che vi chiedano di anticipare voi le spese di produzione, avranno da guadagnare, mentre voi, avrete molto a cui rinunciare: alla fiducia in voi stessi, innanzitutto, alla credibilità, alla voglia di scrivere ancora e, in ultimo, ma non in ordine di importanza, ad un bel po' di soldi...Non è difficile farsi pubblicare, questo può farlo chiunque, anche chi non sa scrivere, quello che è, praticamente impossibile, è farsi leggere, perchè, se ricorrerete allo stratagemma della pubblicazione a pagamento, dovrete accontentarvi di far leggere il vostro testo a parenti ed amici, perchè, il resto delle copie, ammuffirà in qualche magazzino. Alcune di queste case editrici hanno una libreria a cui appoggiarsi, ma è l'unica in cui vedrete esposto il vostro libro, ma, semmai, qualcuno si trovasse a passare di lì e comprasse il vostro libro, l'incasso andrà, praticamente, tutto all'editore, perchè gli avrete ceduto i diritti e a voi spetterà un minimo 10%. Se hanno un sito, il vostro testo sarà pubblicizzato lì e da nessun' altra parte, scordatevi presentazioni, spazi sui giornali, interviste. A questo punto è meglio ricorrere al "Book on demand", un servizio che pubblica libri in bassa tiratura, ma, almeno, non dovrete cedere i diritti a nessuno, gestirete voi le vendite e, male che vada, potrete rientrare di quanto speso.
Vale la pena tirar fuori da un cassetto pieno di polvere e ragnatele il nostro sogno per vederlo mercificato, svalutato, mortificato? Se decidiamo di dargli la luce dobbiamo crederci fino in fondo, dobbiamo dargli la considerazione che merita, incamminandoci verso una strada in salita, impervia e irta di ostacoli, piuttosto che una in discesa che ci farà, inevitabilmente, ruzzolare giù.
Se abbiamo veramente talento troveremo qualcuno disposto ad investire su di noi, a scommettere sul nostro successo, ma siamo noi i primi a non doverci arrendere.

1 commento:

  1. ..pienamente d'accordo con te,Rosanna..io da tempo ormai ho abbandonato l'ansia di trovare qualcuno che voglia "veramente" credere in quello che faccio...mi diverto con i blog e con facebook..perlomeno ho le mie piccole soddisfazioni...vieni a visitarmi e magari diventiamo amici su fb..ah! complimenti per i tuoi lavori..molto belli!! ciao Claudio Bassignana

    RispondiElimina